Murakami, gli zombie e Michael Jackson

Murakami, gli zombie e Michael Jackson

Nei pomeriggi adolescenziali davanti MTV, sarà sicuramente successo di vedere il “cortometraggio” (così lo definiva Michael Jackson stesso) della canzone “Thriller”.

Per chi non lo dovesse ricordare Michael e una ragazza sono in macchina, finisce la benzina e i due sono costretti a camminare lungo un buio bosco. Durante la camminata, Michael, nelle vesti del romanticone, chiede alla ragazza se vuol diventare la sua fidanzata, aggiungendo di essere diverso dagli altri ragazzi. Spunta la luna piena e…Michael si trasforma in un mostro dagli occhi gialli e lunghe zanne, pronto a papparsi la modella Ola Ray!

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Haruki Murakami, grande appassionato di musica, famoso per i riferimenti musicali nei suoi romanzi, non poteva farsi scappare questa citazione e dunque Zombie, racconto pubblicato nel 1993 nella raccolta Terebi piipuru, si apre proprio così: due fidanzati camminano nella notte, rami tenebrosi che si muovono, oscuri presagi. Il ragazzo, però, non è così romantico e cortese come Jackson nel video: infatti durante la camminata chiede alla fidanzata “Perché cammini come una sgualdrina’ e continua sottolineando difetti della ragazza, comprese gambe storte, “tre orribili nei nell’orecchio” e cattivo odore.

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La ragazza inizialmente quasi giustifica i difetti, poi è stupita e pensa che lui abbia esagerato con l’alcool, ma subito dopo ricorda che nessuno dei due ha bevuto quella sera. Dopo gli ultimi insulti, lei si arrabbia e trova il coraggio chiedere spiegazioni.



Intanto il ragazzo sta male, sente di avere la febbre, la pelle scotta e si butta per terra. La ragazza si avvicina e lui finalmente spiega “sono stato così a lungo con te per mangiarti”. Il racconto non finisce qui, ma ovviamente in questa sede ci asterremo dal fare spoiler!

La sua premessa realistica, un normale appuntamento tra ragazzi, viene via via stravolta da elementi irrealistici, proiezioni di paure e insicurezze che in qualche modo abbiamo sperimentato tutti.

Se a causa di difetti, carenze e senso di mediocrità, che voi o altri vi attribuite, dovreste provare il terrore di essere inghiottiti e annullati da qualcosa o qualcuno, è nostra cura di suggerirvi che è giunto il momento di leggere fino alla fine “Zombie”.

Il gioco tra una realtà apparentemente normale e una realtà emozionale agìta attraverso elementi fantasy potrebbe produrre in voi un piacevole cambio di prospettiva, un allontanamento istruttivo dalla realtà quotidiana. Una sorta di “Realism with benefits” (letteralmente “realismo con benefici”) che potrà liberarvi dagli schemi sociali in cui siete incastrati e magari mostrarvi nuove possibilità.

Buona Lettura!

Valentina Freni

N.B. La traduzione Italiana di “Zombie” è stata pubblicata nel numero 1134 23 Dicembre/7 Gennaio 2016 di Internazionale.
La versione inglese è consultabile sul sito japanesetranslations.wordpress.com

E per chi volesse rinfrescare la memoria su “Thriller”, ecco qui il video!

www.youtube.com/watch?v=sOnqjkJTMaA

 

 

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