5 canzoni del 2020 per iniziare il nuovo anno

5 canzoni del 2020 per iniziare il nuovo anno

Vi propongo 5 canzoni da portare con voi per iniziare il 2021 a tempo di musica.

Il 2020 è stato un anno che definire complesso sarebbe piuttosto riduttivo, ma è anche stato l’anno in cui si è ulteriormente rafforzato il mio rapporto con la musica.

Se già prima, infatti, dedicavo gran parte del mio tempo ad ascoltare canzoni vecchie e nuove (forse anche a causa dei miei studi musicali), nel 2020 il mio rapporto con Spotify e simili ha rasentato la dipendenza.

Questo, probabilmente, perché, nella situazione di immobilità in cui ci troviamo, la musica diventa a tutti gli effetti un mezzo per evadere e conoscere nuovi mondi, nuovi immaginari.

E non solo.

La musica ha avuto l’arduo compito di dare voce alle nostre emozioni in un periodo in cui le nostre possibilità di espressione sono state piuttosto limitate da cause di forza maggiore.

E non a caso. Quasi tutti i brani e gli album che sono usciti quest’anno e che valeva la pena ascoltare avevano un qualche messaggio dietro. Forse perché gli stessi musicisti, travolti dalla pandemia come tutti gli altri esseri umani, o hanno trovato ispirazione per dire qualcosa oppure hanno preferito prendersi una pausa.

Ecco quindi i 5 brani musicali che, secondo me, dovremmo portare con noi nel 2021.

BLACK PARADE | Beyoncé

Origini, origini, trasudo le mie origini, ee ya
Non posso dimenticare che la mia storia è la sua storia, sì
Sono nera, forse è per questo che sono sempre arrabbiati, sì, sono sempre arrabbiati.

Mi tolgo subito il dente e cito immediatamente la canzone che era impossibile non inserire in una top 5 musicale del 2020.

Rilasciata nelle ultime ore del Juneteenth – la giornata che commemora il 19 giugno 1865, data che segnò la fine della schiavitù negli Stati Uniti – Black Parade è un inno all’orgoglio Afro Americano e , a distanza di mesi, esprime perfettamente tutte le emozioni che hanno portato al Black Live Matter. Emozioni che nessuno dovrebbe poter dimenticare e che è giusto portare con noi nel 2021 affinché questo percorso di cambiamento verso l’ uguaglianza continui e non sia soltanto un episodio circoscritto a un periodo.

Se volete ulteriori informazioni su questo brano, cliccate qui: gli abbiamo dedicato un articolo completo di traduzione delle lyrics.

DARKNESS | Eminem

Non voglio essere solo nell’oscurità
Non voglio più essere solo nell’oscurità
(ciao oscurità, mia vecchia amica)

Eccomi qui, di nuovo solo
Non riesco ad uscire da questo buco in cui mi trovo
È come se le pareti si chiudessero
Non più aiutarmi, nessuno può
Posso sentire queste tende chiudersi
Vado ad aprirle
Ma qualcuno le chiude di nuovo.

Ho tentennato prima di selezionare questa canzone, sia per la tematica drammatica che per il fatto che sarebbe il secondo rap di questa selezione ( e che rap, aggiungerei!). Ma poi ho pensato che Resilienza non è nascondere la testa sotto la sabbia e non vedere quello che ci succede intorno.

E quindi eccolo qui.

Nel brano, Eminem parla impersonandosi in Stephen Paddock, autore nel 2017 di una strage. Paddock sparò dalla finestra della sua stanza d’albergo a una folla composta da 22.000 persone, uccidendone 59 e ferendone 869, per poi uccidersi a sua volta.

La canzone, in cui il beat è mixato sapientemente con la melodia principale di Hello Darkness, My Old Friend, tratta di argomenti delicati come attacchi di panico, ansia e depressione, di cui anche Eminem soffre ed è anche una chiara critica alla politica statunitense sull’utilizzo privato delle armi e alle sue conseguenze.

Non dimentichiamoci, infatti, che la prima reazione dei cittadini Americani al Covid- 19 è stata una lunga fila davanti ai negozi di armi.

Ma dato che proprio in questi giorni è uscito l’album “Music to be Murdered – Side B” che contiene questa canzone e altri piccoli capolavori come Guns Blazing e Gnat, faccio la brava e qui sotto vi metto il link Spotify in cui potete ascoltarlo integralmente.

NO BODY, NO CRIME | Taylor Swift

Este è una mia amica
Ci vediamo tutti i martedì sera per cena e una bottiglia di vino
Este ha perso il sonno
Suo marito si comporta in modo diverso, e puzza di infedeltà
dice, “Non è il mio merlot nella sua bocca
non sono i miei gioielli nel nostro account condiviso”

Faccio coming out: Taylor Swift l’ho rivalutata solo negli ultimi mesi. Prima sapevo effettivamente che faccia avesse, ma non avevo la minima idea di che musica facesse.

L’avevo sempre giudicata come una delle tante cantanti pop molto carine che l’industria Americana sforna con lo stampino e questo mi bastava a non voler approfondire ulteriormente la sua conoscenza.

E poi cos’è successo? È successo che con il Lockdown ho avuto molto più tempo a disposizione che mi ha portato a riscoprire la mia passione per i documentari sui musicisti. Da qui ad accettare di vedere un documentario su di lei, il passo è stato breve.

E lì ho scoperto che la Swift è una grandissima penna: una di quelle persone capaci di pensare in metrica con una facilità strabiliante e, oggettivamente, invidiabile.

Così sono andata a cercare un po’ di album e se, con molta onestà, posso affermare che molte sue canzoni non rientrano ancora nei miei gusti musicali, è assolutamente vero che la sua capacità di sfornare hit orecchiabili è incredibile. Poi però è uscito Folklore, a cui è seguito di recente evermore (lodato dalla critica di mezzo mondo) , e lì ho iniziato ad ascoltarla con maggiore frequenza prendendo atto di un percorso nuovo verso la musica indie e una rinnovata esigenza di raccontare storie.

La canzone che vi propongo fa parte, dunque, di evermore e racconta la storia di Este tradita dal marito e poi scomparsa senza lasciare traccia.

A breve dovrebbe uscire il video di questo singolo, ma in ogni caso ve la consiglio perché ascoltandola sembra di vedere un film ed è un esperimento riuscitissimo di musica “narrativa”.

DINGGA | Mamamoo

Sono tranquilla, in un angolo della stanza

Prima che lo notassi, la distanza tra me e gli altri

È sempre più grande.

L’estate è già finita,

Sto sudando freddo

Giorno e notte , giro sempre nello stesso posto.

Ho bisogno di vitamina D,

le spese di trasporto sono uno spreco

Le mosche sono le mie uniche amiche

La noia si accumula.

Non citare il K-pop in una lista di canzoni del 2020 significherebbe non solo che ho passato l’ultimo anno chiusa in casa, ma che quella casa era un bunker sotterraneo dove tutti i collegamenti verso l’esterno erano interrotti.

Perché il 2020 è, in effetti, l’anno del K-pop. So perfettamente che in Italia non è ancora arrivato con la potenza dirompente con cui sta spopolando in America (e se scrivo America intendo tutto il continente), ma ultimamente mi sono accorta di sentire brani coreani random nei posti più disparati e assolutamente improbabili ( primo fra tutti la metro di Roma).

Quindi eccomi qui a proporvi Dingga delle Mamamoo: un po’ per risollevare gli animi dopo le canzoni intense che vi ho proposto qui sopra, un po’ perché il testo di questa canzone mi ha colpito.

Infatti il gruppo, composto da quattro cantanti da tenere sicuramente d’occhio se vi piace il pop, ha dedicato questa canzone alla frustrazione della Quarantena, alla mancanza di divertimento e all’isolamento che tutti noi abbiamo vissuto sulla nostra pelle in questi mesi. Il risultato è una canzone spensierata, divertente e anche piuttosto ironica che sembra dare voce a quel “F*** you, Covid” che pensiamo tutti quanti.

Mi rendo conto che a chi segue il K- pop non selezionare i BTS e Dinamite possa sembrare un sacrilegio, ma dato che perfino mia madre la canticchia penso che questa canzone sia ampiamente conosciuta e che davvero non ci sia bisogno di promuoverla ulteriormente. Però sono di buon cuore e per i curiosi che hanno vissuto gli ultimi mesi in un bunker metto, comunque, il video di Dinamite qui sotto:

GOLIATH | Woodkid

Dove stai andando, ragazzo?

Quando sei diventato così perso?

Come puoi essere così cieco?

Con Woodkid si torna su un pianeta conosciuto, almeno per i miei gusti musicali. Datemi un po’ di elettronica, drammaticità e sonorità incalzanti e sono una bimba contenta!

E la canzone che vi propongo rispetta tutti questi parametri aggiungendo anche una certa dose di fantasy e sci-fi che non guasta mai.

Forse parlare di fantasy può sembrare straniante quando si tratta di musica, ma vi sfido ad ascoltare Goliath ( e anche le altre bellissime tracce di S16) e non sentirvi catapultati in un film post-apocalittico in cui, tra una battaglia e l’altra, l’eroe riflette sulla salvezza dell’umanità e il suo destino.

In effetti è una canzone piuttosto introspettiva che consiglio prevalentemente perché non solo dà voce alla condizione esistenziale in cui tutti noi ci troviamo a causa del Covid-19, ma grazie alle sonorità poderose sembra lanciarci verso una possibilità futura.

Woodkid fa parlare il nostro disagio interiore, ma lascia anche che l’immaginazione (e la musica) ci guidi verso la speranza di una soluzione.

L.T.

 

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