Nessuno è solo. Il corpo e il sesso nella poesia di Anne Sexton

Nessuno è solo. Il corpo e il sesso nella poesia di Anne Sexton


Ho due Guide nella Poesia, ogni tanto lo dico. Entrambe di nome Anna.

Oggi vi propongo di bere una Poesia di una delle due, Anne Sexton. Sì, proprio di bere. Le parole possono scendere in gola e scaldare o rinfrescare, a seconda di quello che provocano in voi.

Ormai lo sapete: la Poesia è un viaggio totalmente individuale, con tutto quanto comporta una cosa del genere,  che spesso implica anche fraintendimenti tra Poeta e lettori (per non parlare dei critici…e qua si aprirebbe un lungo riflettere, ne parleremo magari un’altra occasione). Veniamo alla Poesia di oggi.

Anne Sexton ha composto molti versi in cui, con potenza e splendore, ha celebrato il sesso ed il corpo.

Fu tra le prime a scrivere di masturbazione. Ricordiamoci sempre che si era negli anni sessanta.

Una donna che scrive di sesso, celebrandolo nella sua potenza e nella sua purezza: “la tua lingua metà oceano, metà cioccolata” sono il preludio di un amplesso e “alle case dove entri con disinvoltura” ci indica l’uomo che accede nei luoghi più intimi della donna. Poi c’è il raccontarci il far l’amore come unione di intenzioni “come rosicchiamo la barriera perché siamo in due”, innalzandolo a rito sacro nei versi “Come vieni e afferri la coppa di sangue/mi ricompatti e bevi la mia acqua salata”.  

Per arrivare alla straordinaria, commovente parte finale in cui Anne Sexton ci ricorda che l’Amore è rivelarsi all’altro nella nudità della vulnerabilità dell’anima, prima ancora che dei corpi, l’uno di fronte l’altra, “Ci siamo denudati fino all’osso/e insieme nuotando risaliamo il fiume” fino all’acme dell’unione nel momento del possesso che li unisce in ”Nessuno è solo”.

Le tue mani ostinate, Anne Sexton

Poi a letto penso a te,

la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,

alle case dove entri con disinvoltura,

ai tuoi capelli di lana d’acciaio,

alle tue mani ostinate

e come rosicchiamo la barriera

perché siamo due.

Come vieni e afferri la coppa di sangue,

mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.

Siamo nudi.

Ci siamo denudati fino all’osso

e insieme nuotando risaliamo il fiume,

l’identico fiume chiamato Possesso

e vi sprofondiamo insieme. Nessuno è solo.

Laura De Santis

 

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