Ascoltare Mozart potenzia veramente le nostre menti?

Ascoltare Mozart potenzia veramente le nostre menti?

La genialità di Mozart è un fatto indiscusso e che questa sua genialità si sia riversata nelle sue composizioni anche. Tuttavia da qualche tempo si è radicata la convinzione che far ascoltare Mozart possa potenziare la nostra mente e soprattutto quella dei bambini. Fioccano quindi playlist dai nomi più svariati “Mozart for studying”, “Baby Mozart” rivolta ai bambini, “Mozart Brain Power” e così via.

In questo periodo ho dovuto rimettere mano ai libri e ho anche rispolverato il mio metodo di studio che consisteva nell’ascoltare un album, classico o strumentale, durante lo studio. Questo metodo mi consente, non solo di ascoltare una musica che mi piace, ma di distrarmi meno e soprattutto rievocare per associazione quanto appreso. Insomma, mi sono data una motivazione scientifica alla voglia di ascoltare musica per alleviare la noia dello studio e aggirare il grande ostacolo della pigrizia.

Anche adesso, mentre scrivo, ascolto della musica perchè mi aiuta a chiarire i pensieri. Penso che molti di voi faranno lo stesso, non solo quando scrivono, ma anche quando devono darsi la carica per iniziare la giornata o vogliono rilassarsi a fine giornata.

Dunque, stavo cercando della musica da ascoltare per accompagnare i miei studi e mi sono imbattuta in un proliferare di playlist su Mozart dai titoli evocativi della loro capacità di potenziarti… come se la genialità di Mozart potesse trasmettersi attraverso le onde sonore.

Ho immaginato che questa nuova tendenza dovesse basarsi su degli studi tra neuroscienze e musica, vedi ad esempio il libro “Musicofilia” di Oliver Sacks Sacks che esplora la “straordinaria forza neurale” della musica e i suoi nessi con le funzioni e disfunzioni del cervello. La musica ha degli effetti che sono ampiamente dimostrati sia dalle ricerche scientifiche che dalle evidenze empiriche.

Il caso Mozart

Ma veniamo al caso di Mozart. Ovviamente, incuriosita dall’argomento sono andata alla ricerca del cosiddetto “Mozart Effect” e dalle ricerche in merito per capire su quali basi si fondava e soprattutto quali sono, secondo gli studi, gli effetti dell’ascolto di Mozart sul cervello dei piccoli e degli adulti.

Con il termine “Mozart Effect” si intende l’idea che i bambini e addirittura i neonati possano diventare più intelligenti ascoltando il compositore austriaco. Il termine è stato coniato nel 1991, ma è stato a seguito di uno studio pubblicato due anni dopo su Nature che il termine si è diffuso al grande pubblico e l’idea che la musica classica potesse migliorare l’intelligenza di chi l’ascoltasse ha iniziato a stuzzicare le fantasie dei media e non solo.

Centinaia di genitori hanno iniziato a far ascoltare Mozart ai loro piccoli e si sono diffusi CD musicali rivolti specificatamente a questa fetta di pubblica, ma non solo. Quando l’autore de I Miti della Mente, Sergio della Sala, si è recato in una fattoria italiana che produce mozzarella, i produttori hanno fieramente vantato che le loro mucche ascoltano Mozart tre volte al giorno e che questo migliora il latte.

L’effetto Mozart si è quindi esteso.

Ma cosa ha portato questa idea alla ribalta del grande pubblico?

Indagando scopriamo come questo studio non parli di “effetto Mozart” nè tantomeno è stato condotto sui bambini. Lo studio originario ha coinvolto una trentina di studenti che dovevano svolgere una serie di compiti dopo aver ascoltato Mozart oppure dopo 10 minuti di silenzio o, ancora, dopo aver sentito istruzioni rilassanti.

Gli studenti che ascoltavano la sonata performavano meglio rispetto agli altri due gruppi nei compiti spaziali. Sfortunatamente gli effetti dell’ascolto duravano solo quindici minuti. Altri studi da allora hanno confermato il risultato, tuttavia nessuno ha mostrato gli effetti dell’ascolto sul lungo periodo; difficile dire quindi che la musica migliori l’intelligenza. Però qualcosa legato alla musica che migliora l’intelligenza c’è e lo vedremo fra poco.

Gioia e coinvolgimento nell’ascolto

Le recenti ricerche sull’effetto Mozart hanno scoperto che non è solo Mozart a migliorare le prestazioni nell’intelligenza spaziale, ma anche altre tipologie di musiche hanno lo stesso effetto. Altre ricerche invece hanno messo in luce come sia ascoltare Schubert che un passaggio letto da un romanzo di Stephen King, avevano lo stesso effetto. Ma solo se erano graditi dagli ascoltatori! Quindi forse la gioia e il coinvolgimento nell’ascolto sono i fattori che influenzano le prestazioni più che le note in sè.

In un esperimento condotto su un largo campione di 800 bambini nel Regno Unito fecero ascoltare questa volta non solo Mozart, ma anche tre canzoni pop. E questa volta il primato di Mozart pensate che è stato scalzato dai Blur!

Qualunque sia la musica che ascoltate, ciò che fa la differenza è l’attivazione cognitiva che una musica piacevole ci procura.

La nostra mente ha bisogno di diventare un po ‘più attiva, ha bisogno di qualcosa per farla partire e accendere, e a far questo sarà il tipo di musica che ci piace.

In effetti, non deve essere la musica esclusivamente. Tutto ciò che ci rende più vigile dovrebbe funzionare altrettanto bene, ad esempio, leggendo un libro, facendo qualche salto oppure bevendo un caffè.

Come la Musica contribuisce ad aumentare la nostra intelligenza?

Come vi avevo anticipato prima, in realtà esiste un reale effetto della musica sul QI e questo è dato non tanto dall’ascolto passivo di un brano musicale, ma la nostra intelligenza migliora quando pratichiamo uno strumento musicale. Jessica Grahn, scienziata cognitiva presso la Western University di Londra, in Ontario, afferma che un anno di lezioni di pianoforte, combinato con la pratica regolare, può aumentare il QI fino a tre punti.

Ascoltare Mozart garantirà ai vostri piccoli una probabile passione per la musica classica, ma a meno che non dobbiate svolgere un compito spaziale, come un immaginario origami, il compositore austriaco non migliorerà nè la loro, nè la nostra intelligenza.

Se invece dobbiamo prepararci cognitivamente va benissimo la musica: è dimostrato l’aumento della dopamina durante l’ascolto. Allo stesso modo può essere utile qualsiasi altra attivazione cognitiva, da considerare come una scintilla per svegliare le nostre facoltà: una musica rilassante o un thè caldo se vogliamo invece rilassare la nostra mente e i nostri pensieri.

Alessandra Notaro

 

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